Ispirato
dal libro Lost Moon di Jim Lovell e
Jeffrey Kluger, il film di Ron Howard descrive dettagliatamente la missione spaziale
della NASA denominata Apollo 13, decollata l’11 aprile del 1970 e rimasta
celebre perché un grave incidente mise a serio rischio le vite dei tre
astronauti americani Jim Lovell, Jack Swigert e Fred Haise. Si tratta della
missione in cui fu pronunciata la storica battuta “Houston, abbiamo un
problema”, in seguito alla quale fu attuato il più incredibile salvataggio a
distanza della storia umana. Tutto prende avvio circa un anno prima, il 20
luglio 1969, quando viene celebrato in diretta televisiva il leggendario sbarco
sulla Luna di Neil Armstrong nell’ambito della missione Apollo 11, il cui equipaggio
di riserva era costituito da Jim Lovell, Bill Anders e Fred Haise. Non passano
che pochi giorni e questi ultimi vengono scelti per sostituire l’equipaggio
dell’Apollo 13 agli ordini di Alan Shepard, estromesso per un problema uditivo.
A tre giorni dal lancio dell’Apollo 13 si verifica un incidente per
l’esplosione dei serbatoi di ossigeno: la navicella è danneggiata in modo
irreversibile e la missione, che prevedeva l’allunaggio, annullata. Da quel
momento diventa prioritario cercare di far sopravvivere i tre astronauti e
riportarli a terra. Dopo l’iniziale scoraggiamento generale, il direttore di
volo Gene Krantz organizza al meglio tutte le forze della NASA per quella che è
diventata la più straordinaria operazione di salvataggio di tutti i tempi: per
ottenere lo scopo viene richiamato in servizio anche Ken Mattingly, componente dell’equipaggio
originale estromesso dalla missione per il sospetto di un contagio da morbillo.
Proprio lui offre un contributo fondamentale per creare una procedura in grado
di riportare a terra la navicella nonostante i sistemi di bordo siano mal funzionanti
o parzialmente indisponibili. Nei tre giorni seguenti il mondo intero seguirà
la vicenda alla TV col fiato sospeso sperando in un lieto fine che sembra
quanto mai difficile. Apollo 13
ricostruisce con grande efficacia documentaristica la missione spaziale più
ricca di suspense della corsa allo
spazio, decollata quando già l’interesse dei mass media era in forte calo dopo
aver toccato l’apice con l’allunaggio del 1969. Paradossalmente i tre
protagonisti non riuscirono mai a raggiungere la Luna in seguito, mentre Ken
Mattilngly, l’unico rimasto fuori dal progetto, ci riuscì con la missione
Apollo 16: Jim Lovell continuò a lavorare nella sala controllo della NASA fino
al pensionamento, Fred Haise si ritirò dalla NASA dopo l’annullamento della
missione Apollo 18, mentre Jack Swigert si licenziò dall’agenzia spaziale
americana per intraprendere la carriera politica, fu eletto al Congresso per lo
stato del Colorado ma morì prima di assumere la carica. Nel complesso Ron
Howard ha diretto con maestria didascalica il gruppo di star hollywoodiane
assemblato per il cast, in cui spiccano secondo copione il protagonista Tom
Hanks e il solito Ed Harris alle prese con l’ennesima caratterizzazione di
spessore della sua carriera. Apollo 13 tratteggia
un quadro molto realistico della società americana a cavallo tra gli anni
Sessanta e Settanta, già completamente focalizzata sull’informazione televisiva
ma pronta a dimenticare un evento un attimo dopo che non è più sulla cresta
dell’onda: è appunto quel che era successo alle missioni della NASA dopo aver
vinto la corsa allo spazio con l’URSS in seguito all’allunaggio del 1969, che
aveva fatto calare drasticamente l’interesse per le missioni successive,
interesse che si riaccese in modo istantaneo in seguito alle drammatiche
vicissitudini dell’Apollo 13. Pellicola notevole anche sul versante tecnico: nel
1996 al film di Ron Howard sono stati infatti assegnati due Oscar tecnici per
il miglior montaggio e per il miglior sonoro. Da vedere.
Apollo
13, regia di Ron Howard, con Tom Hanks, Kevin Bacon, Bill Paxton, Gary Sinise,
Ed Harris, Kathleen Quinlan; drammatico; U.S.A.; 1995; C.; dur. 134’
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