La storia
al centro di Quanto basta, quarto
film diretto dal regista grossetano Francesco Falaschi, prende avvio con la classica
seconda possibilità offerta all’ex chef stellato Arturo Cavalieri, finito
dietro le sbarre per la sua incapacità nel gestire la collera: gli viene
infatti offerto di scontare la pena prestando servizio da docente di cucina in
un centro per ragazzi autistici, incarico che accetta senza entusiasmo perché
sostanzialmente costretto dalle circostanze. È qui che conosce Anna, l’avvenente
psicologa che segue i giovani del gruppo, e Guido, un ragazzo con la sindrome
di Asperger (e le conseguenti difficoltà relazionali) che sembra possedere uno
straordinario talento per la cucina, essendo dotato di capacità olfattive e
gustative “assolute” che gli consentono di individuare con incredibili
precisione gli ingredienti di un piatto. Anche per la sua eccezionale dote ben
presto l’allievo comincia a tormentare il maestro riguardo alla sua fissazione
di precisare la formula “Quanto basta” che nelle ricette di solito serve a
indicare la quantità di sale o spezie da aggiungere alle portate. Mentre i
giorni passano stancamente, Guido viene convocato a un concorso per giovani
cuochi (sulla falsa riga di “Masterchef”) e chiede ad Arturo di accompagnarlo
come tutor: è così che il protagonista ritrova sulla sua strada l’ex socio
Daniel, divenuto un arrogante chef televisivo che ha perso di vista gli
insegnamenti del loro comune maestro Celso Conti, ormai in pensione. La fase finale
del concorso costringerà sia Arturo che Guido a fare i conti con le rispettive
fragilità. Riuscirà l’ex chef di successo a fare la cosa giusta aiutando l’allievo
senza perdere forse l’ultima occasione di tornare in pista come cuoco di un
ristorante di richiamo? E Guido sarà capace di cucinare dando retta all’istinto
e magari superando le sue paure verso il prossimo? Quanto basta ci regala queste risposte in un delicato happy ending che potrebbe essere il
sogno dei puri di cuore di tutte le categorie professionali del mondo. Questa
delicata commedia drammatica di Francesco Falaschi racconta sostanzialmente del
rapporto tra un maestro che si è un po’ perduto per strada e un allievo di
talento con qualche problema relazionale di troppo, in mezzo c’è spazio per
tratteggiare anche un conciso percorso di orientamento al lavoro, per abbozzare
una storia sentimentale a sorpresa e per criticare la logica
consumistica dei contest gastronomici alla “Masterchef” e dintorni. Anche grazie alla buona prova del cast (in cui spicca il giovane Luigi Fedele) ne vien fuori
un piccolo film dove tutto magicamente gira per il verso giusto, capace di
toccare con leggerezza tematiche difficili come la realizzazione (e il
recupero) professionale, la diversità, l’amicizia interdisciplinare, il
rapporto tra maestro e allievo.
Quanto basta, regia di Francesco Falaschi, con Vinicio
Marchioni, Luigi Fedele, Valeria Solarino, Nicola Siri, Benedetta Porcaroli,
Alessandro Haber; commedia, Italia/Brasile; 2018; C.; dur. 1h e 32’