Raramente un film riesce a coniugare la passione per la
musica rock con l’ambientazione
scolastica con la stessa efficacia di School
of Rock di Richard Linklater, che è riuscito a colpire nel bersaglio
soprattutto grazie all’istrionica interpretazione di Jack Black ed al fortunato
casting che ha assemblato la classe
degli alunni del protagonista. La storia è semplice quanto efficace: Dewey Finn
è un chitarrista animato dal classico sogno di diventare una rockstar ma viene buttato fuori dal suo
gruppo per il suo eccessivo protagonismo sul palco, così, trovandosi in
bolletta, coglie al volo l’occasione di una supplenza proposta al suo
coinquilino, Ned Schneebly, che ha abbandonato il rock per dedicarsi all’insegnamento. Spacciandosi per quest’ultimo,
Dewey prende servizio alla Horace Green, una delle più prestigiose scuole
elementari cittadine, con l’obiettivo di far passare il tempo in un’eterna
ricreazione per arrivare allo stipendio. Un giorno, per caso, si accorge che
molti ragazzi della sua classe sono talentuosi musicisti, anche se non molto
ispirati dei brani di musica classica che devono eseguire, così decide di trasformare
i propri studenti in una rock band
per farli partecipare alla battaglia delle band
(e magari a vincere la competizione). Il progetto contagia i ragazzi, a cui
vengono assegnati i ruoli sul palco (ovvero i musicisti) e a supporto dello show (costumista, sicurezza, tecnico
delle luci, manager e così via). Quando arriva il gran giorno dell’audizione,
il variegato gruppo arriva in ritardo, ma Dewey riesce a convincere gli
organizzatori ad ascoltare i suoi ragazzini spacciandoli come malati terminali.
Alla fine, a causa dell’insopportabile fidanzata dell’amico Ned, l’inganno del
protagonista viene denunciato e lui licenziato in tronco, ma saranno gli stessi
ragazzi a fuggire da scuola trascinando l’ex docente sul palco per la battaglia
delle band conquistando il pubblico e
gli inferociti genitori che li stanno cercando. L’happy ending incombe sulla storia preparandone lo sviluppo in
chiave rock con un doposcuola
musicale. La sceneggiatura di Mike White (che interpreta nel cast il
personaggio di Ned Schneebly) è semplice ma cattura subito l’attenzione e fila
come un orologio svizzero contrappuntata da una colonna sonora all’insegna di
numerosi classici di varie rock band:
Doors, Clash, Deep Purple, Who, AC/DC, Black Sabbath, Ramones, T.Rex, David
Bowie e, incredibilmente, anche Led Zeppelin (convinti a concedere l’uso di Immigrant Song grazie ad una ‘preghiera’
di Jack Black davanti a un pubblico adorante poi entrata negli extra del DVD
del film). La commedia funziona anche grazie alla simpaticissima preside di
Joan Cusack, divenuta ingessata per timore dei fastidiosi genitori con cui ha a
che fare ma che nasconde dentro di sé un’accanita fan di Stevie Nicks. Dalla prospettiva degli alunni School of Rock è un divertente film
sulla scuola, mentre rispetto al punto di vista del protagonista costituisce un
film di formazione sulle seconde possibilità professionali che talvolta si
verificano nella vita: nello specifico un musicista fallito si dimostra un
appassionato insegnante di rock capace
di contagiare i suoi studenti a trecentosessanta gradi. Assolutamente da
vedere, soprattutto in attesa della canzone preparata dal gruppo di Dewey per
la battaglia delle band, School of Rock, appunto, e della cover di It's a Long Way to the Top (If You Wanna Rock 'n' Roll) degli AC/DC
che i ragazzi suonano sui titoli di coda.
School of Rock, regia di Richard Linklater, con Jack Black, Kevin Alexander Clark, Miranda Cosgrove, Rebecca Julia Brown, Joey Gaydos Jr.,Mike White, Joan Cusack; commedia/musicale; U.S.A.; 2003; C.; dur. 1h e 45’