martedì 14 maggio 2024

WARGAMES - GIOCHI DI GUERRA

Primi anni Ottanta, al tramonto della Guerra Fredda, quando ancora sussisteva il pericolo concreto di una terza guerra mondiale a causa delle batterie di missili termonucleari degli U.S.A. e dell’Unione Sovietica. Ma al tempo stesso l’alba dell’era informatica, che dura ancora adesso. Il protagonista di Wargames è David Lightman, un normalissimo adolescente americano che ha un pessimo rendimento scolastico ma che è un vero e proprio genio dei computer: cercando notizie in anteprima su dei videogames di nuova generazione della Protovision, il ragazzo per caso riesce ad entrare in contatto con il WOPR (War Operation Plan Response), il supercalcolatore del sistema di difesa degli States, che passa tutto il tempo ad elaborare piani di attacco e di difesa in vista di un eventuale conflitto con i Sovietici. Dopo aver letto la lista dei giochi di strategia del WOPR, che crede di comunicare con il suo programmatore originale, il defunto Dott. Falken, David seleziona la guerra termonucleare globale e si schiera con i Russi. L’inizio di partita viene avvertito dai tecnici militari degli Stati Uniti come un attacco reale da parte dei Sovietici: gli Americani portano così lo stato di difesa (Defcon) sul livello 3 avvicinandosi sempre più verso la guerra, perché il calcolatore non fa differenza tra realtà virtuale ed effettiva. Va da sé che le mosse dello stato maggiore americano saranno interpretate come provocazioni in piena regola nei confronti dell’U.R.S.S. Catturato, David racconta la verità sull’accaduto ma nessuno gli presta fiducia, così che non gli resta che scappare e raggiungere il programmatore del WOPR, ovvero Stephen Falken, che non è morto ma ha cambiato identità e tipologia di ricerca dedicandosi alla paleontologia: il giovane protagonista cercherà di convincerlo a fermare il perverso sistema innescato inconsapevolmente da David. Persuaso dal ragazzo, lo scienziato fa ritorno con lui e con una compagna di classe (e d’avventura) nella stanza dei bottoni appena in tempo perché il sistema blindato che protegge il WOPR si attivi rendendo impossibile il contatto con l’esterno: siamo infatti alle soglie della terza guerra mondiale, a Defcon 1, e tra poco dai silos americani e sovietici i missili termonucleari saranno lanciati per davvero. Il WOPR, che impareremo a chiamare Joshua (come il defunto figlio del suo creatore, il Dott. Falken), sta infatti cercando di trovare i codici di lancio numerici per lanciare i missili, inviandoli a caso finché non avrà individuato quelli corretti. A pochi secondi dalla fine David indurrà il supercalcolatore a giocare a Tris contro se stesso, facendogli comprendere il concetto di stallo, che lui applicherà ad ogni tipo di conflitto simulato, arrivando così incontrovertibilmente alla conclusione che non c’è mai nessun vincitore. In un crescendo altamente spettacolare apprenderemo con lui dell’esistenza di situazioni in cui “l'unica mossa vincente è non giocare“, ovvero la pace. All’uscita il Wargames ottenne a sorpresa un grande successo internazionale e fece molto discutere per la potenziale pericolosità delle applicazioni della nascente scienza dell’informatica in ambito bellico. David è infatti uno dei primi hacker di celluloide ma, a differenza dei suoi successori, innesca per caso ed involontariamente un’escalation di eventi che potrebbe causare la terza guerra mondiale. Wargames è uno dei film d’azione sull’adolescenza e dintorni più intriganti degli ultimi quarant’anni e racconta come poche altre pellicole la storia di un ragazzo stritolato in un ingranaggio troppo più grande di lui, ma che in se stesso riesce comunque a trovare le risorse per fare la cosa giusta e rimettere tutto a posto. Gran parte dell’attrattiva della trama è data dal gran ritmo con cui gli eventi, rigidamente connessi l’uno con l’altro, si susseguono in una serrata corsa contro il tempo. Il protagonista, Matthew Broderick, divenne subito famoso ed avviò con questo ruolo una fortunata carriera cinematografica, inizialmente limitata soltanto a ruoli da teenager. Questa fortunata pellicola descrive in modo particolarmente incisivo il periodo finale della cosiddetta Guerra Fredda, che dagli anni Cinquanta opponeva due superpotenze come gli U.S.A. e l’U.R.S.S., nazioni antagoniste ed agli antipodi anche dal punto di vista ideologico (modello consumistico opposto al socialismo reale). Il film di John Badham, già autore di un successo generazionale come La febbre del sabato sera, prende spunto dalla diffusa mania degli adolescenti dell’epoca per i computer in generale e per i giochi elettronici in particolare, di cui il protagonista è un appassionato utente: lo vediamo la prima volta proprio mentre sta giocando a Galaga, un videogame molto popolare all’inizio degli anni Ottanta, e lo vedremo entrare fatalmente in contatto con il WOPR cercando di trovare informazioni su alcuni videogames di nuova generazione. Il film di John Badham è anche la prima pellicola che affronta in modo articolato il tema dell’informatica, che proprio all’inizio degli anni Ottanta cominciò ad entrare nelle case americane, ispirando un gran numero di adolescenti a compiere atti illeciti come entrare negli archivi privati di scuole, aziende o enti governativi. Per certi versi Wargames costituisce anche la pellicola che anticipa l’esplosione di Internet nel decennio successivo: la diffusione di una rete informatica a livello globale si rivelò uno dei fattori costitutivi della globalizzazione. Alcune celebri sequenze del film hanno preso spunto dalla realtà come la tecnica di telefonare a un’intera zona per identificare un recapito (ribattezzata dagli hackers del periodo “wordializing” in onore del film) o quella di usare la linguetta di una lattina per mandare in cortocircuito un telefono pubblico e fare una chiamata gratuitamente. È invece fantasia la ricerca dei codici di lancio dei missili nucleari che Joshua trova un numero alla volta (in realtà i computer dell’epoca avrebbero impiegato giorni per individuare la sequenza giusta). Il film fu visto anche dal presidente americano di allora, Ronald Reagan, che volle intensificare le procedure di sicurezza dell’arsenale strategico degli U.S.A. Curiosamente la sceneggiatura del film iniziò a girare alla fine degli anni Settanta e in un primo momento avrebbe dovuto essere l’ex beatle John Lennon ad interpretare il ruolo del Prof. Falken.

Wargames - Giochi di guerra (Wargames), regia di John Badham, con Matthew Broderick, Dabney Coleman, John Wood, Ally Sheedy, Barry Corbin; avventura/azione; U.S.A.; 1983; C.; dur. 1h e 54’

domenica 12 maggio 2024

I BAMBINI DI GAZA – SULLE ONDE DELLA LIBERTÀ

Striscia di Gaza, 2003: il film d’esordio del regista italoamericano Loris Lai prende avvio nel pieno della seconda intifada in un territorio in cui il 43% della popolazione ha meno di quattordici anni e nessuno è al sicuro nella propria casa, dato che si tratta di una zona talmente sovrappopolata che i bombardamenti finiscono sempre per far vittime tra i civili. Il protagonista della storia ha undici anni e si chiama Mahmud: vive con la madre Farah, che aiuta a vendere mazzi di timo, non ha più il padre, uno dei tanti martiri della resistenza palestinese. Mahmud va a scuola senza troppo entusiasmo, gioca a calcio in un campo scalcinato con gli amici e con loro mima il conflitto tra Israeliani e Palestinesi, ma la sua vera passione è il surf: appena gli è possibile, corre sulla spiaggia e cerca di cavalcare le onde, dimenticando le miserie della vita di tutti i giorni. Un giorno il ragazzino scopre che un coetaneo sembra amare il surf come lui, ma sembra che l’altro non sia intenzionato a stringere amicizia con Mahmud perché ogni volta se ne va di gran fretta per evitare il minimo contatto. Incuriosito, Mahmud lo segue fino a casa, oltre i blocchi degli Israeliani, e scopre che si tratta dell’unico figlio di una coppia ebrea che vive nei pressi della striscia di Gaza. Infine Mahmud apprende che il ragazzino si chiama Alon: la diffidenza naturale che separa i due si scioglie quando il cosiddetto “fantasma di Gaza”, un trentenne campione di surf che si chiama Dan, accetta di impartire ad entrambi delle lezioni per migliorare la loro tecnica. Anche Dan ha una storia tormentata alle spalle: è approdato a Gaza in seguito alla morte della sorella, che era venuta in questa terra sfortunata per aiutare i feriti come medico, ed è praticamente diventato dipendente dagli antidolorifici in seguito a un brutto infortunio. Paradossalmente, il mare davanti alla costa di una striscia di terra tra le più tormentate del pianeta, diventerà un luogo di libertà e di equilibrio per i tre: in un certo senso ci riescono anche per la filosofia insita nello sport del surf, che consiste nel trovare un punto di incontro tra qualcosa di solido e un liquido al fine di volare, e ovviamente mentre stai volando non puoi che provare una impagabile sensazione di libertà anche se ti trovi in una prigione a cielo aperto come la striscia di Gaza… Bellissima storia, con un finale struggente e molti momenti che sono altrettanti pugni nello stomaco per lo spettatore. La storia di formazione al centro del film, ispirata al romanzo breve Sulle onde della libertà di Nicoletta Bortolotti, racconta un’amicizia adolescenziale sulla carta impossibile per le divisioni etniche che separano i due protagonisti, Mahmud e Alon, ma resa possibile dal comune amore per il surf. Al tempo stesso la storia cattura un incontro generazionale – favorito sempre dallo sport del surf – tra i due ragazzi e l’ex campione finito nel baratro della dipendenza per le conseguenze di un infortunio e di un dolore personale. I bambini di Gaza cattura poi con tutte le idiosincrasie che emergono sullo sfondo di uno dei luoghi più pericolosi del pianeta: l’odio etnico che si mischia perfino con il gioco, la vita quotidiana che comunque continua in una delle città più invivibili a livello globale, la passione sportiva come mezzo per ritrovare la libertà, l’amicizia tra pari che sboccia nonostante tutto. La regia accompagna la narrazione alternandosi tra i vari personaggi e gli squarci di filosofia del surf che scandiscono la storia: il racconto visivo diventa più decisamente più nervoso nelle scene di maggior impatto drammatico. La prova del cast, equamente distribuito tra attori palestinesi e israeliani, nel complesso convince, soprattutto il giovanissimo protagonista Marwan Hamdan, davvero intenso - peraltro sembra che sul set i due bambini protagonisti fossero diventati amici inseparabili, a differenza delle rispettive madri –. Un film bellissimo ed insostenibile, con un finale struggente di quelli che non si dimenticano.

I bambini di Gaza – Sulle onde della libertà (How kids roll), regia di Loris Lai, con Marwan Hamdan, Mikhael Fridel, Tom Rhys Harries, Lyna Khoudri, Qassim Gdeh; drammatico; U.S.A.; 2024; C.; dur. 90’

SUPER SIZE ME

Ci sarà un motivo per spiegare perché il popolo americano sta diventando sempre più grasso? Due ragazze nel 2002 hanno citato McDonald's...