Passarono ben undici anni tra la regia di Titanic, la pellicola detentrice del record d’incassi della storia del cinema, nonché premiata con ben undici Oscar nel 1998, e l'uscita nei cinema di Avatar, con cui il regista James Cameron ha letteralmente frantumato il suo precedente primato, che ha resistito fino all'uscita del marveliano Endgame. Nel 2009 Avatar esordì in sala come la produzione più costosa di tutti i tempi, un kolossal fantascientifico da oltre duecento milioni di budget, girato per mezzo di un’avveniristica tecnica digitale in 3D. L’incredibile ritardo accumulato nei tempi di lavorazione è stato causato proprio dal fatto che all’epoca della stesura del soggetto ancora non esisteva una tecnologia con cui il regista sarebbe riuscito a tradurre in immagini quello che aveva in mente, perché stando alle sue dichiarazioni in merito con Avatar l’autore di Terminator intendeva davvero puntare in alto: addirittura replicare l’estatica sensazione di meraviglia che la sua generazione aveva provato prima con 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick e poi successivamente con Guerre Stellari di George Lucas. La storia al centro di Avatar è ambientata nel XXII secolo e vede come protagonista il giovane Jake Sully, un marine che in battaglia ha perso l’uso delle gambe ma che non è affatto intenzionato a mettersi a riposo: non a caso è stato reclutato per viaggiare anni luce ai confini della galassia, nel pianeta Pandora, per partecipare al complesso progetto d’estrazione di un rarissimo minerale che potrebbe risolvere i problemi energetici dell’umanità. Nonostante sia costretto su una sedia a rotelle, Jake torna a camminare collegando la sua coscienza ad un avatar, un gigantesco corpo organico bluastro e dotato di fattezze faunesche, geneticamente sviluppato dall’unione del Dna umano con il Dna dei nativi del pianeta, i Na’vi, e dunque in grado di respirarne l’atmosfera tossica. Jake è stato appunto reclutato dopo la morte del fratello scienziato perché è il solo a potersi collegare con l’avatar del defunto. La missione del protagonista consisterebbe all’inizio nell'infiltrarsi nel gruppo scientifico su Pandora per riferirne segretamente gli sviluppi a quello militare, comandato da un sadico veterano di troppe guerre. Poi, in seguito ad un incidente imprevisto, a Jake in versione avatar capita addirittura di infiltrarsi nella tribù Na’vi, che costituisce l’ostacolo principale per l’estrazione del preziosissimo minerale. Inizialmente Jake subisce la feroce ostilità dei nativi, ma viene salvato da Neytiri, una guerriera bella e coraggiosa che lo introduce nella società dei Na’vi, che il protagonista impara a comprendere e rispettare, cominciando sempre più a sentirsi uno di loro. Si tratta dell’incontro/scontro tra culture agli antipodi: i Na’vi vivono nella più completa armonia con la natura, di cui riescono a comprendere le meraviglie nascoste, là dove gli umani hanno portato il mondo d’origine al collasso ambientale. A sorpresa tra Jake e Neytiri nasce una storia d’amore e, quando arriva il momento della battaglia, Jake si ritroverà in campo avverso a proteggere il mondo che ha imparato a chiamare casa. In Avatar la storia, quasi una versione fantascientifica di Pocahontas, interessa comunque fino ad un certo punto, contano molto di più le molte sequenze altamente spettacolari e le molteplici meraviglie digitali che ci catturano per la loro fantasia rappresentativa e per la loro forza cromatica. In tralice, ovviamente, è fortissima l'evocazione di tutti i colonizzatori della storia nei confronti dei popoli indigeni calpestati per depredarne le ricchezze naturali. Dal punto di vista cinematografico Cameron sembra davvero essere riuscito nella sua impresa: Pandora è un mondo alieno che ci stupisce una sequenza dopo l’altra con la sua flora lussureggiante e la sua fauna aliena e sorprendente. Nel ragguardevole cast spiccano Sam Worthington, già apprezzato in Terminator Salvation, e la solita Sigourney Weaver nel ruolo di una tosta scienziata che ricorda vagamente la sua Ripley di Alien. Un kolossal epico ed altamente spettacolare secondo copione, insomma, semplicemente imperdibile per gli appassionati di fantascienza.
Avatar, regia di James Cameron, con Sam Worthington, Zoe Saldana, Laz Alonso, Sigourney Weaver, Michael Biehn, Wes Studi, Joel Moore, CCH Pounder; azione/fantascienza; U.S.A.; 2009; C.; dur. 166’
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