mercoledì 26 maggio 2021

TRASH

L’ultima fatica di Stephen Daldry dietro la macchina da presa nasce dall’omonimo romanzo per ragazzi di Andy Mulligan, un libro felicemente sospeso tra un dinamico plot d’azione e un’inchiesta giornalistica. Nella traslazione sul grande schermo cambia l’ambientazione, che dallo slum di Behala, nei sobborghi di Calcutta, in India, passa alle favelas di Rio de Janeiro. Per il resto la storia è sostanzialmente fedele alla fonte letteraria, compresa l’avvincente formula di raccontare la vicenda, oltre che linearmente, anche attraverso le prospettive diversificate dei tre minori protagonisti, che sono tra l’altro attori non professionisti scelti appunto dopo un accurato casting tra i ragazzini delle favelas. Insomma, Trash procede alternandosi tra la storia principale, narrata in modo rettilineo, e continui flashbacks che la complicano e alimentano la suspense per il mistero in sottofondo. Tutto inizia nella grande discarica dove i quattordicenni Raphael e Gardo, due ragazzini che sopravvivono in una miserabile periferia di Rio de Janeiro, passano le giornate smistando la spazzatura alla ricerca di materiali da rivendere per guadagnare qualche soldo: al primo però capita di trovare tra i rifiuti un borsello contenente denaro, un documento di tale Josè Angelo, una sorta di mappa e una chiave misteriosa. Istantaneamente entra in azione la polizia con grande dispiegamento di mezzi, e i due ragazzini decidono di rivolgersi all’amico Ratto, che vive nel maleodorante sistema fognario locale: con l’aiuto di Padre Juilliard e della sua assistente Olivia, i tre ragazzini s’improvviseranno investigatori riuscendo a risolvere un enigma molto intricato che potrebbe costare la carriera a un potente politico corrotto.  Ne viene fuori una gran bella storia di denuncia che Daldry, già talentuoso autore di Billy Elliot, ci racconta a ritmo adrenalinico e senza risparmiarci le scene di brutalità che la polizia corrotta infligge ai nostri piccoli eroi, che rubano la scena agli attori hollywoodiani nel cast di contorno. Le scene d’azione sono contrappuntate da una godibile collana sonora di marca hip hop con connotazioni etniche. Ovviamente incombe l’immancabile happy ending col sogno di una vita diversa e meno ingiusta, che d’altra parte rispetta la fonte letteraria ed appare il giusto premio all’industriosità di ragazzini che cercano di andare oltre i limiti che il caso ha loro assegnato: infatti sono poverissimi, privi di cultura e perfino disconnessi, ma riusciranno ad aggirare questi limiti comuni a tutti i ragazzini di ogni baraccopoli del mondo semplicemente per fare la cosa giusta e punire i cattivi di turno. Trash ha vinto il premio del pubblico all'edizione 2014 del Festival del Cinema di Roma. Assolutamente da vedere. 

Trash, regia di Stephen Daldry, con Rickson Tevez, Eduardo Luis, Gabriel Weinstein, Wagner Moura, Martin Sheen, Rooney Mara, Selton Mello; drammatico; Regno Unito/Brasile/Germania; 2014; C.; dur. 1h e 54’

giovedì 20 maggio 2021

APPUNTAMENTO A BELLEVILLE

Un cartoon per palati d’autore, Appuntamento a Belleville, senza dubbio: l’estro di Sylvain Chomet si è dispiegato in una fantasmagorica storia che miscela la passione per il ciclismo, il fascino della musica jazz, un disegno spesso surrealmente grottesco, un cromatismo di grande effetto e vari omaggi al cinema che fu – da Jacques Tati alla strepitosa citazione di Fred Astaire fagocitato dalle sue stesse scarpe –. Questo film d’animazione lascia prevalentemente alle immagini il compito di raccontare le avventure di Champion, bambino triste ravvivato soltanto dall’indefesso amore per le due ruote, e della di lui nonna Madame Souza, vecchietta zoppa ma inarrestabile. Proprio quando il sogno di Champion di partecipare alla più grande corsa a tappe del mondo (il Tour de France, ça va sans dire) si sta concretizzando, il ragazzo viene rapito dalla Mafia francese e condotto nell’immaginario paese di Belleville, un variopinto mosaico urbano vagamente ispirato a New York ed in cui passato e presente s’incrociano in modo indecifrabile. La nonnetta, accortasi che il nipote è all’interno di un transatlantico, insegue indomitamente la nave attraverso mari burrascosi a bordo di un pedalò in compagnia dell’inseparabile cane Bruno: approdata a Belleville, la signora è accolta dalle Triplettes de Belleville, tre anziane jazziste un tempo famose, che vivono unicamente cibandosi di rane cucinate in tutte le salse. Insieme alle vecchie musiciste – capaci di suonare nell’incomparabile stile di Django Reinhardt usando frigo, giornali e aspiratori – la nonnetta riuscirà a strappare il suo Champion ai cattivi della situazione, che l’avevano inserito in un allucinante trip di scommesse ciclistiche. Appuntamento a Belleville riesce ad intrigare con l'apporto di una narrazione estremamente essenziale (ma efficacissima), grazie alla mirabolante fantasia dei disegni ed infine sfruttando il sottofondo umoristico che caratterizza il plot dall’inizio fino ai titoli di coda. Ovviamente è un cartoon d'autore, sostanzialmente senza battute, quindi non sempre immediato, ma lo sforzo vale la pena...

Appuntamento a Belleville - Les Triplettes de Belleville, regia di Sylvain Chomet; animazione; Fran./Bel./Can.; 2003; C.; dur. 1h e 18'

 

SUPER SIZE ME

Ci sarà un motivo per spiegare perché il popolo americano sta diventando sempre più grasso? Due ragazze nel 2002 hanno citato McDonald's...